La dura lotta contro i plasticazzi

Qualche settimana fa ho inviato una mail al gruppo dei Verdi di Milano proponendo un’azione di contrasto alla produzione e diffusione delle plastiche: montare un banchetto davanti a un supermercato e raccogliere gli imballi in eccesso per poi restituirli al mittente.

Ieri eravamo una decina davanti all’Esselunga di viale Papiniano a Milano a raccogliere quelli che abbiamo chiamato “plasticazzi”: contenitori in plastica ridondanti che servono solamente a chi li produce.

Ciascuno ha arricchito l’idea di base, abbiamo prodotto un volantino per spiegare i motivi della nostra azione ai clienti del supermercato e abbiamo offerto un sacchetto di carta per portare a casa i prodotti orfani dei plasticazzi .

Le persone con cui abbiamo parlato ci hanno dato pieno sostegno e in poco più di due ore abbiamo riempito ben due carrelli di plasticazzi. Qualcuno addirittura ha deciso di cambiare i propri programmi per la mattinata e aiutarci nella raccolta.

Al termine della mattinata, abbiamo consegnato il bottino di plastica non gradita al direttore del supermercato che è stato molto professionale e ha preso le difese della propria azienda.

Nonostante questo, la sensazione è che anche il personale del supermercato fosse d’accordo con la nostra azione perché se non sei un produttore di plastica, davvero non puoi essere d’accordo con l’idea di estrarre petrolio per produrre imballaggi che sono già inutili quando arrivano sullo scaffale.

Ieri a Milano i Verdi e chi ha partecipato all’operazione plasticazzi hanno lanciato un primo messaggio al sistema della grande distribuzione organizzata: i cittadini non hanno più voglia di essere considerati come consumatori a cui rifilare qualunque porcheria passi per la mente al direttore marketing della Pincopallo SpA.

Perché noi cittadini ci saremmo anche stufati di quelli che continuano ad arricchirsi producendo roba che avvelena la nostra catena alimentare. Noi cittadini ci siamo stufati di riciclare roba che non dovrebbe essere prodotta.

L’operazione plasticazzi continuerà con altri flashmob di raccolta e porterà a una richiesta di messa al bando per legge delle plastiche monouso. Sono convinto che i numeri per riuscirci ci siano e che sia solo una questione di tempo. Le aziende che operano nel settore del cibo dovrebbero cogliere subito l’opportunità di cambiare prima che siano costrette a farlo.

Se volete partecipare alla prossima operazione e volete dedicare un paio d’ore della vostra vita alla lotta ai plasticazzi nella vostra città, scrivetemi un messaggio, oppure lasciate un commento qui sotto.

United we stand, divided we fall.

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