Chi sono

Paolo Pinzuti, Classe 1978. 

Sono figlio di due operai emigrati in provincia di Varese dalla Puglia e dalla Toscana. Grazie a loro ho avuto la possibilità di coltivare le mie passioni e di studiare e laurearmi in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Grazie all’Unione Europea ho avuto la possibilità di effettuare un servizio di volontariato europeo in Germania in un centro di aggregazione giovanile per la comunità russa della periferia di Kassel e poi di studiare Scienze del Lavoro in un master a Brema. L’Unione Europea mi ha anche fatto conoscere una ragazza turca, Pinar, che oggi è la mia compagna di vita da 15 anni.

Grazie a Pinar ho conosciuto la Turchia dove ci siamo trasferiti nel 2011 dopo un viaggio di 5 mesi in bicicletta in giro per il Sud America durante il quale decisi che avrei fatto il fotografo.

Siamo restati 5 anni in Turchia. Da lì ho lanciato e partecipato attivamente alla campagna #salvaiciclisti. Il 28 Aprile 2012 eravamo in 50 mila ai Fori Imperiali a Roma per chiedere città a misura di bicicletta. Da quel giorno mi fu chiaro che non avrei fatto il fotografo.

E infatti ho iniziato a scrivere e scrivere senza sosta su sicurezza, biciclette, strade e viaggi su un blog che poi è diventato una rivista che si chiama Bikeitalia.it. Volevo che arrivasse forte una voce che dicesse che strade diverse sono possibili e necessarie, quelle strade che avevo già visto nei miei viaggi in giro per l’Europa. La crescita di Bikeitalia.it ha fatto nascere un’azienda che si chiama Bikenomist srl di cui sono amministratore unico e che oggi dà lavoro a 8 persone che ogni giorno impiegano il loro tempo per trasformare l’Italia in un paese ciclabile.

Bikeitalia mi serve per raccontare agli Italiani i vantaggi di usare la bicicletta e i modi migliori per farlo. Bikenomist mi serve a dare supporto e formazione alle amministrazioni su come realizzare strade sicure e funzionali per chi vuole rinunciare all’automobile. 

Ho scelto la bicicletta come strumento perché sono convinto che se cambi le strade, cambia anche la società perché si crea maggiore spazio per incontrarsi, guardarsi, conoscersi e smettere di avere paura dell’altro. Ho scelto la bicicletta per portare a zero le emissioni di CO2, l’incidentalità stradale, il consumo di risorse, il consumo di spazio e perché la sedentarietà è uno dei maggiori problemi della nostra società ma che può essere facilmente risolto.

Ho scelto la bicicletta perché penso che invece di tagliare i posti letto dovremmo tagliare i malati. Ho scelto la bicicletta perché va a carboidrati e non a idrocarburi. Ho scelto la bicicletta perché è un granello di sabbia nell’ingranaggio della macchina “lavora, produci, consuma, crepa”.

Ho scelto la bicicletta perché è la fionda di Davide contro Golia. E a me è sempre piaciuto prendermela con quelli più grandi di me, perché quando cadono fanno tanto rumore.